Con i contributi di esperti e leader del settore come Pamela Gotti, Marco Denti, Alessandro Panebianco, Enrico Bertino e Davide Cifarelli, abbiamo esplorato il potere dell’AI sia nella creazione sia nella gestione del codice.
In buildo, crediamo fortemente nella forza degli eventi come occasione per condividere conoscenze e incontrare persone in grado di arricchire il nostro bagaglio di esperienze.
Negli anni abbiamo organizzato o ospitato vari meetup e corsi nei nostri uffici, inclusi eventi di Milano Scala Group, Milano TS, Italia JS, Data Science Milan, Ministry of Testing, Avanscoperta e molti altri.
Il 14 giugno, gli uffici di buildo sono stati la cornice di un meetup immersivo sul tema dell’intelligenza artificiale. Abbiamo approfondito il mondo dell’AI applicata allo sviluppo software, accompagnati da Luca Cioria, Co-founder e partner di buildo, insieme ai nostri stimati ospiti.
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Questo tema è particolarmente affascinante e rilevante per noi di buildo, poiché siamo convinti che l’AI stia rivoluzionando il modo in cui costruiamo prodotti software e gestiamo il codice. Sono in corso trasformazioni importanti nel mondo del software, e riteniamo fondamentale partecipare attivamente invece di restare passivi.Abbiamo avviato diversi progetti di innovazione e ricerca per restare aggiornati su ciò che sta accadendo nel campo dell’AI e del software, collaborando con clienti interessati a processi di AI transformation e ad attività di sperimentazione — parte delle quali è stata discussa durante l’evento. Attraverso il dialogo con i nostri ospiti, abbiamo esplorato l’impatto dell’AI sullo sviluppo software, il ruolo degli sviluppatori, i cambiamenti nell’architettura software e le implicazioni per creatività e qualità.
In questo contesto, abbiamo affrontato domande come: L’AI è un’evoluzione o una rivoluzione nello sviluppo software? Come influisce sul ruolo degli sviluppatori? Quali sono i rischi potenziali e le strategie di prevenzione? In che modo l’AI influenza la qualità e la creatività del software?
Unisciti a noi in questo viaggio entusiasmante alla scoperta dell’AI e delle sue profonde implicazioni!
Secondo Pamela Gotti, l’AI è sia un’evoluzione che una rivoluzione. Da un lato, rappresenta la naturale evoluzione delle tecnologie precedenti; dall’altro, sta rivoluzionando il modo in cui scriviamo e gestiamo codice, permettendo a più persone di avvicinarsi alla programmazione e accelerando le attività operative.
Enrico Bertino osserva che oggi molti cercano di massimizzare lo sforzo su compiti specifici al punto da non voler più interagire con linguaggi e programmazione. Senza dubbio il salto tecnologico è stato incredibile. All'inizio, sembrava impossible che GPT-2 potesse eseguire i comandi:
"Non avrei mai detto che 3-4 anni dopo avremmo già testato GPT chiedendo equazioni differenziali del secondo ordine. Ora il divario tra aspettative e tool si è ridotto di molto.”
L’AI non sta cambiando solo il modo di sviluppare software, ma anche il modo di lavorare e le competenze da acquisire. Per i software developer può essere un tool di valore per migliorare produttività e qualità del lavoro.
Marco Denti offre una metafora interessante per comprendere meglio questo concetto:
"Quando il termometro a mercurio fu introdotto nell’1800, i medici temevano di essere sostituiti. L’inventore disse che non avrebbe sostituito tutti i medici, ma che i medici che lo avrebbero usato avrebbero sostituito quelli che non lo avrebbero fatto.”
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In ogni caso, l’AI può influenzare anche altre professioni, come il giornalismo e l’analisi dati, migliorando la qualità del lavoro, accelerando i processi e riducendo attività ripetitive e noiose per gli sviluppatori.
L’AI può influenzare in modo significativo l’architettura software, ad esempio modificando la comunicazione dei dati e la gestione dei flussi. Tuttavia, questi cambiamenti saranno probabilmente graduali e richiederanno tempo per essere pienamente realizzati. Secondo Alessandro Panebianco:
"Il ruolo del team di data science sarà quasi quello di guida al cambiamento."
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Tra le altre cose, Panebianco sottolinea che il cambiamento culturale dovrebbe essere compreso in primis dai vertici aziendali — cosa tutt’altro che scontata.
Come evidenziato da Luca Cioria, in passato le decisioni erano più basate su intuizione ed esperienza manageriale, mentre oggi si orientano maggiormente verso un approccio data-driven. Questo è un esempio della trasformazione del ruolo esecutivo in azienda.
L’Intelligenza artificiale sta diventando sempre più capace di assistere l’uomo nello sviluppo software. C’è chi teme che il suo utilizzo diffuso possa marginalizzare o eliminare il ruolo dello sviluppatore, o appiattire le differenze tra sviluppatori esperti e meno esperti.
Secondo Davide Cifarelli, l’AI avrà un impatto su tutti i livelli di seniority.Per i junior developer, può essere un toolin supporto della formazione per acquisire competenze più velocemente, con il rischio però di scoraggiare l’apprendimento delle basi. Per gli sviluppatori più esperti, l’AI può arricchire l’esperienza di sviluppo, non solo a livello di codice ma anche in ambito di cloud architecture e system design. Tool come ChatGPT possono essere integrati in tutte le fasi del ciclo di sviluppo, dal DevOps alla sicurezza. I meno esperti possono migliorare grazie all’AI, mentre i più esperti possono sfruttare al massimo la potenza di questi strumenti, compiendo un notevole salto qualitativo.
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In Buildo, abbiamo riflettuto sul nostro posizionamento e, richiamando la metafora del termometro, abbiamo scelto di essere tra coloro che imparano a usarlo il prima possibile.
Per Enrico Bertino, il cambiamento sarà probabilmente graduale: molti problemi attuali riguardano comunicazione e gestione dati. L’introduzione di elementi generativi potrebbe complicare ulteriormente, ma ci vorrà tempo. Inizialmente vedremo piccoli microservizi dove l’intervento umano potrà ancora controllare l’output. Poiché i modelli di AI sono probabilistici, non potremo mai essere certi al 100% della correttezza, ma potremo raggiungere un livello di fiducia simile a quello che riponiamo nelle persone, che non sono sempre corrette al 100%.
L’analogia con la guida autonoma è evidente: anche se possono verificarsi incidenti, bisogna chiedersi quanti guidatori umani ne avrebbero avuti di simili.
Pamela Gotti ritiene che l’AI possa influenzare notevolmente la qualità del codice, sia in termini di performance che di sicurezza. L’AI può fungere da programming partner, fornendo suggerimenti e coprendo tutti gli aspetti del codice, accelerando il processo di scrittura. Può anche correggere errori nel codice automaticamente, tramite un processo detto self-healing. Tuttavia, esistono diverse sfide. Per esempio un principiante potrebbe trovarsi a revisionare migliaia di righe di codice generato dall’AI, un compito piuttosto scoraggiante. Il codice generato automaticamente può introdurre una nuova forma di debito tecnico, non essendo sempre ottimale. Nonostante ciò, Pamela vede un potenziale enorme nell’AI per migliorare la qualità del codice e prevede sviluppi entusiasmanti nei prossimi anni.
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Secondo Davide, l’AI può migliorare sensibilmente la produttività nello sviluppo software. Può facilitare l’analisi del codice, aiutando un nuovo sviluppatore a comprendere un ampio codebase. Tuttavia, tool come Copilot possono generare bug che richiedono tempo per essere corretti. Le statistiche mostrano che l’AI può aumentare la quantità di codice prodotto e migliorare il benessere degli sviluppatori automatizzando i compiti ripetitivi e noiosi. Inoltre, l’IA può creare un ambiente di lavoro più piacevole, permettendo ai team di concentrarsi sugli aspetti legati alle soft skill e migliorare la comunicazione interna. In sintesi, l’IA può aumentare la produttività, ma è essenziale bilanciare i benefici con le potenziali sfide.
Davide suggerisce che, con l’integrazione dell’AI nello sviluppo software, il ruolo dello sviluppatore potrebbe trasformarsi in quello di un validatore, le cui responsabilità includerebbero:
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Secondo Marco, non esiste un reale rischio di standardizzazione dello stile di codice con l’AI, poiché l’obiettivo principale del codice è essere funzionale e performante. Se la standardizzazione mira al miglior funzionamento possibile, può essere considerata accettabile.
Per quanto riguarda l’impatto dell’AI sulla creatività, Luca ed Enrico discutono se la creatività sia necessaria nello sviluppo software e come l’AI possa influenzarla. Enrico suggerisce che i modelli linguistici di AI siano intrinsecamente creativi, producendo output basati su interpolazioni probabilistiche. Tuttavia, l’uso dell’AI potrebbe limitare la creatività personale degli sviluppatori.
Enrico menziona anche il ruolo dei designer nello sviluppo software, ipotizzando che l’AI possa influenzare anche questo ambito. L’AI potrebbe generare diverse user experiences per un’app o una web application, con un impatto diretto sulla creatività del designer.
Infine, Luca osserva che alcune professioni, come quella del giornalista, potrebbero sentirsi minacciate dall’AI proprio in relazione alla creatività.
Secondo i relatori, l’uso dell’AI può accelerare lo sviluppo software, ma non necessariamente a scapito della qualità. Marco sostiene che, se un’organizzazione dispone di un solido processo di validazione del codice, la velocità con cui il codice viene prodotto (sia da un umano sia da un’AI) non dovrebbe influire sulla qualità finale.
Luca aggiunge che processi di controllo qualità come code reviews e analisi statiche possono essere potenziati dall’AI. Cita anche il concetto di “self-healing”, in cui l’AI monitora le performance di un servizio e corregge automaticamente eventuali problemi.
Davide porta l’esempio di Copilot X, un tool che genera automaticamente una serie di unit test ogni volta che l’AI produce nuovo codice. Se i test vengono superati, il codice viene consegnato all’utente.
Pamela, però, solleva la questione della validità dei test generati automaticamente e del self-healing, ribadendo l’importanza di un solido processo di controllo qualità.
In conclusione, i relatori concordano sul fatto che l’AI possa aumentare la velocità dello sviluppo software, ma sottolineano che la qualità non deve mai essere compromessa e va garantita da processi di controllo robusti.
L’Artificial Intelligence sta rivoluzionando il mondo dello sviluppo software in modi che non possiamo ignorare. Da strumento in grado di migliorare produttività e code quality a potenziale fattore di cambiamento per le professioni e le competenze richieste, l’AI sta trasformando il nostro modo di lavorare e di pensare lo sviluppo software. Tuttavia, è fondamentale affrontare anche le sfide, come la necessità di processi di controllo qualità solidi e la possibile minaccia alla creatività personale. Entrando in questa nuova era dell’AI, dobbiamo essere pronti ad adattarci e imparare continuamente, con l’obiettivo di creare software di alta qualità che risponda alle esigenze degli utenti.
Durante l’evento, tutte le discussioni sono state trascritte utilizzando Deepgram con Whisper — un’ulteriore dimostrazione di come l’AI stia permeando le nostre attività quotidiane, rendendo ciò che sembrava complesso sorprendentemente semplice!

Arianna joined Buildo to give support in the marketing & sales field. She loves organizing events and is responsible for creating new market opportunities and outlining the strategic marketing initiatives of buildo.
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