Healthcare & Diagnostics Cellply

Cell Therapy Software Design

per Cellply

CellPly doveva trasformare un dominio complesso in una suite semplice da usare. Con ricerca sugli utenti, co-design con gli stakeholder e un design system dedicato, abbiamo progettato il software di VivaCyte rendendone fluido l'handoff a più team di sviluppo.

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CellPly ci ha dato l’opportunità di collaborare alla progettazione della software suite del suo prodotto VivaCyte. In questo case study raccontiamo come abbiamo progettato il software in un dominio altamente complesso: dai workshop con gli stakeholder e dalla ricerca sugli utenti, passando per la design delivery, fino all’handoff a tre diversi team di sviluppo.

Comprendere domini complessi e processi articolati

VivaCyte è uno strumento per lo studio delle cellule nell’ambito della ricerca sulle terapie cellulari. Il modo in cui i ricercatori lo utilizzano è altamente personalizzabile e mette a disposizione due software: uno per programmare e monitorare gli esperimenti, l’altro per analizzarne i risultati.

La suite comprende anche un software interno, usato dai biologi di CellPly per creare nuovi tipi di esperimenti, e uno schermo di monitoraggio montato direttamente sullo strumento.

Questa varietà di software e di utenti genera una complessità notevole, accentuata dalla necessità di interagire con uno strumento fisico — con i suoi limiti e i suoi processi — all’interno dell’ambiente specifico di un laboratorio di ricerca.

La sfida che CellPly ci ha posto era comprendere tutta questa complessità e tradurla in un prodotto semplice da usare per i loro clienti.

Affrontare la complessità

Per lavorare sul software di CellPly, abbiamo prima dovuto immergerci nel loro dominio. L’abbiamo fatto coinvolgendo sia CellPly sia i suoi utenti target in un’ampia fase di ricerca, che ci ha permesso di mappare tutti i processi da coprire e i bisogni degli utenti finali. Poi, insieme agli stakeholder di CellPly, ci siamo concentrati sulla prioritizzazione delle numerose funzionalità richieste dalla suite. Questa prioritizzazione ci ha portato a definire una serie di release successive, con cui abbiamo potuto offrire subito valore all’utente e completare via via il software, integrando i feedback raccolti lungo il percorso.

Per garantire coerenza all’interno della suite, abbiamo creato un design system per CellPly. Con l’avanzare del lavoro, questo ha aumentato in modo significativo l’efficienza della delivery e, soprattutto, ha facilitato l’handoff ai team di sviluppo. L’handoff è stato una fase cruciale di ogni release, gestita attraverso schermate Figma e una documentazione approfondita, ma soprattutto grazie alla stretta collaborazione con il team di CellPly per definire i requisiti di ogni funzionalità.

Il processo di design di Buildo

La ricerca è il fondamento di ogni progetto che affrontiamo. Attraverso un insieme di pratiche pensate per analizzare bisogni, desideri e contesti degli utenti, la ricerca ci permette di ricavare requisiti e insight cruciali per il processo di design.

Il nostro approccio alla discovery si basa su una raccolta dei requisiti di tipo bottom-up. Per assicurarci che la soluzione finale sia allineata ai bisogni di chi la userà, coinvolgiamo utenti chiave e stakeholder in ogni fase di analisi, attraverso workshop e sessioni di co-design.

Raccolta dei requisiti con gli stakeholder

Quando parliamo di processi, puntiamo a favorire la collaborazione tra i diversi stakeholder attraverso workshop condivisi. Questi workshop permettono a tutti i partecipanti di conoscere e discutere l’intero processo in esame, comprendendone le sfide attraverso ascolto e dialogo.

Per CellPly abbiamo organizzato un workshop di User Journey Mapping che ha riunito il team di biologia (gli utenti finali del prodotto) e i team di sviluppo dello strumento. Il workshop ha permesso a tutti di comprendere i punti di vista degli altri e di lavorare insieme verso una soluzione finale capace di rispondere ai bisogni di ciascuno. Ci ha inoltre permesso di immergerci rapidamente in un dominio complesso e di avere una visione immediata e completa del processo su cui dovevamo intervenire.

Nel caso di CellPly, in particolare, è stato cruciale mappare tutti i touch-point con cui l’utente interagisce durante il proprio lavoro.

User research

I workshop sono utili per fornire una visione d’insieme e facilitare il confronto tra i partecipanti, ma per capire davvero i bisogni degli utenti è essenziale fare user research con gli utenti finali. Con CellPly abbiamo adottato due metodologie distinte, calibrate su tipi di utenti diversi.

Shadowing

Il software che abbiamo sviluppato per CellPly viene usato in un contesto molto specifico: i laboratori di ricerca.

Per comprendere a fondo questo contesto e le sue peculiarità, abbiamo condotto sessioni di shadowing con i biologi, per osservare come si muovono e come conducono gli esperimenti. Queste sessioni ci hanno permesso di fare alcune osservazioni fondamentali che hanno poi influenzato il design del software.

Per esempio, abbiamo notato la distanza tra lo strumento, che fornisce le istruzioni per preparare gli esperimenti, e il tavolo dove si preparano i consumabili. Da qui abbiamo implementato una funzionalità che permette di stampare le mappe dei consumabili, così i ricercatori possono portarle facilmente alla propria postazione. Questo insight pratico ha risposto direttamente a una difficoltà logistica degli utenti, migliorando in modo significativo l’usabilità e l’efficienza del workflow di laboratorio.

User interview

Per quanto riguarda i clienti e i potenziali clienti di CellPly, abbiamo condotto diverse user interview per capire meglio il loro lavoro, gli strumenti che utilizzano, i pain point che incontrano e le esperienze con i competitor. Questo ci ha permesso di avere un quadro chiaro dei bisogni già soddisfatti dal mercato e di individuare le aree in cui potevamo intervenire per rispondere a un bisogno ancora scoperto.

Un insight chiave emerso dalle interviste, poi diventato una funzionalità importante, riguarda il valore dei materiali con cui lavorano i ricercatori. Una preparazione errata dei materiali nella fase iniziale può portare alla perdita di questi consumabili preziosi. Per questo abbiamo dedicato grande attenzione alla creazione di un walkthrough per la preparazione dell’esperimento, che guida l’utente lungo questa fase dedicata.

Questa funzionalità risponde direttamente alla preoccupazione dei ricercatori per lo spreco di materiali, offrendo una soluzione che consente di risparmiare risorse preziose e migliora l’esperienza complessiva grazie a istruzioni chiare e passo passo per procedure complesse.

Solution design

Sulla base di tutti gli insight raccolti nella fase di discovery, abbiamo iniziato a lavorare alla soluzione finale. All’inizio ci siamo concentrati sulla user journey, per poi costruire user story e user flow che descrivessero la soluzione finale proposta.

In ogni progetto scegliamo il deliverable giusto per comunicare al meglio la nostra proposta al cliente. Questo ci permette di lavorarci insieme e, attraverso sessioni di co-design, arrivare a una soluzione condivisa. Un approccio che garantisce una soluzione capace non solo di rispondere ai bisogni individuati nella discovery, ma anche di allinearsi alla visione e alle aspettative del cliente.

Prioritizzazione collaborativa

Una volta definita la soluzione, procediamo sempre con una fase di prioritizzazione condivisa con il cliente. Dare priorità alle funzionalità ci permette di offrire subito il massimo valore possibile e, allo stesso tempo, di costruire una roadmap per il futuro. Di solito lo facciamo attraverso workshop facilitati, in cui teniamo conto degli utenti target, dell’effort richiesto e di criteri di urgenza e rischio.

Con CellPly, in particolare, ci siamo concentrati sull’equilibrio tra il valore per gli utenti interni (il team di biologia) e il valore per i clienti finali. Questo approccio garantisce che gli sforzi di sviluppo siano allineati agli obiettivi strategici di business e ai bisogni degli utenti, ottimizzando l’impatto della soluzione sia sulle operazioni interne sia sul posizionamento di mercato.

Design delivery

Produrre con cura deliverable completi è fondamentale per permettere al cliente di rivedere tutte le fasi del progetto e per facilitare la comunicazione con chi è esterno al team. Vista la complessità del progetto CellPly, abbiamo dedicato molto tempo alla UX del prodotto, creando wireframe e prototipi interattivi che ci hanno permesso di ragionare e iterare sulle funzionalità in scope.

In seguito, nella fase di UI, le schermate principali sono state trasformate in schermate high-fidelity utilizzando un design system custom creato per CellPly.

Design system

Per garantire coerenza all’interno della software suite e semplificare la design delivery e l’handoff ai team di sviluppo, abbiamo creato un design system custom per CellPly, partendo da Bento DS. Pur essendo nato in un contesto diverso, Bento DS ha dimostrato flessibilità e scalabilità nel rispondere ai bisogni specifici di CellPly.

L’obiettivo principale era creare schermate chiare, capaci di guidare l’utente in un ambiente ricco di stimoli come un laboratorio. Ne abbiamo anche approfittato per usare l’interfaccia come veicolo del brand CellPly e di contenuti più orientati al marketing.

Il monitor dello strumento

Oltre al software desktop, abbiamo sviluppato anche il display montato sullo strumento fisico. Ridurre le distrazioni e massimizzare la leggibilità diventa ancora più cruciale su un piccolo display, che può essere guardato anche da lontano e deve restare visibile a distanze e angolazioni diverse e in condizioni di illuminazione imprevedibili.

Per questi motivi abbiamo scelto di sviluppare il display in dark mode, con il vantaggio aggiuntivo di ridurre i consumi energetici e migliorare la gestione termica del dispositivo. Per farlo abbiamo creato un tema specifico per il display dello strumento, personalizzando il design system esistente.

Handoff

Lo sviluppo della suite VivaCyte ha coinvolto nel tempo diversi team di sviluppo: i team interni di CellPly, fornitori esterni e i team di Buildo.

Per garantire un handoff fluido sono stati cruciali:

  • La comprensione di come funziona lo strumento e di come deve interagire con il software
  • Discussioni dettagliate sui requisiti con CellPly prima di iniziare il design
  • L’uso di un design system con librerie Figma e React perfettamente sovrapposte
  • Una documentazione approfondita delle specifiche dei flussi

Questo approccio ha favorito un processo virtuoso, che ha portato a numerose release successive riducendo al minimo la necessità di rework.

Il ruolo essenziale della discovery nel migliorare la delivery

La complessità e l’unicità del progetto VivaCyte hanno confermato ancora una volta quanto user research, conoscenza del dominio e collaborazione con gli stakeholder siano cruciali per il successo di un progetto.

Capire il “perché” di ciò che si sta facendo garantisce un design di qualità, che risponde a bisogni reali e porta valore all’utente finale.

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