Nell’era digitale, creare un’esperienza online inclusiva e accessibile non è solo un obbligo morale (e presto anche legale), ma anche un imperativo di business. Per le applicazioni e-commerce, dove l’esperienza utente può influenzare direttamente vendite e fidelizzazione, garantire l’accessibilità deve essere una priorità assoluta.
Gli strumenti di test automatici sono il primo passo essenziale verso l’accessibilità e non vanno sottovalutati. Possono aiutare a individuare alcuni problemi di accessibilità, ma non sono esaustivi. Di recente il nostro team ha lavorato a un progetto su una piattaforma e-commerce complessa, che prevedeva uno standard di accessibilità elevato per il prodotto finale. Lungo questo percorso abbiamo scoperto che affidarsi solo ai test automatici non basta. In questo articolo condividiamo le nostre riflessioni e le lezioni apprese, evidenziando l’importanza di combinare strumenti automatici e test manuali per creare un’esperienza d’acquisto realmente accessibile a tutti gli utenti.

Test automatici di accessibilità: strumenti, confronti e limiti
Il primo e più semplice modo per verificare l’accessibilità di un prodotto è il test automatico , usando strumenti software che analizzano automaticamente le applicazioni web alla ricerca di problemi comuni, come testo alternativo mancante, gerarchie di titoli non corrette e problemi di contrasto dei colori. Questi strumenti forniscono rapidamente un’indicazione sul grado di rispetto delle linee guida di base per l’accessibilità (come le WCAG - Web Content Accessibility Guidelines). Grazie alla loro velocità e alla facilità di integrazione nei flussi di sviluppo, i test automatici vengono spesso usati nelle prime fasi dello sviluppo web per individuare e risolvere problemi semplici e immediati, prima che diventino criticità più grandi e complesse nelle fasi successive.
Vediamo gli strumenti automatici che abbiamo usato nel nostro processo di test di accessibilità, insieme alle nostre considerazioni su punti di forza e limiti:
- Axeby Deque Systems : strumento open source e robusto, disponibile sia come libreria sia come estensione per browser.
- Pro : open source, molto accurato nel rilevare i problemi, si integra bene con i principali browser e con le pipeline CI/CD e offre documentazione chiara su come risolvere i problemi.
- Contro : limitato nel rilevare problemi complessi come la navigazione da tastiera e la compatibilità con gli screen reader; nei casi limite possono verificarsi falsi positivi.
- Lighthouseby Google : strumento open source disponibile all’interno di Chrome.
- Pro : integrato nei Chrome DevTools, facile da usare, fornisce un punteggio di accessibilità completo e include anche audit di performance e SEO.
- Contro : ambito limitato nel rilevare tutte le violazioni di accessibilità, risultati a volte incoerenti, non individua problemi più sfumati come la gestione del focus o l’accessibilità dei contenuti dinamici.
- AQA by UsableNet: piattaforma all-in-one per la gestione dell’accessibilità.
- Pro : molto personalizzabile, permette di definire flussi utente per testare pagine complesse, si integra nelle pipeline CI/CD e fornisce report dettagliati e completi.
- Contro : strumento a pagamento, richiede una configurazione attenta dei flussi utente per evitare errori, esecuzione e reportistica possono richiedere tempo.
I test automatici sono un primo passo importante, ma non possono sostituire del tutto quelli manuali. Imparare a usare strumenti come AQA è stata un’esperienza interessante e utile, che ha permesso al nostro team di individuare in modo efficiente una base di problemi di accessibilità. Raggiungere la piena conformità richiede però un approccio più ampio, che vada oltre l’automazione: un’analisi statica di questi strumenti non può simulare come un utente reale interagirà con una pagina, né far emergere le difficoltà che potrebbe incontrare. Nella prossima sezione vedremo l’importanza dei test manuali per colmare le lacune che gli strumenti automatici spesso lasciano.

Test manuali di accessibilità: mettersi nei panni dell’utente
Il test manuale prevede che gli sviluppatori interagiscano direttamente con l’app usando tecnologie assistive o simulando l’esperienza di utenti con disabilità. Questo approccio pratico rivela problemi di usabilità e lacune che l’automazione non può cogliere.
Questo passaggio ha davvero cambiato la mia prospettiva, permettendomi di vivere l’app attraverso gli occhi di un utente con disabilità. Ha messo in luce difficoltà a cui non avevo pensato prima e mi ha portato a ripensare alcuni aspetti del design UI/UX: per questo consiglio vivamente ad altri sviluppatori di provare questo approccio.
I metodi di test manuale più efficaci e facili da adottare sono i seguenti:
- Solo navigazione da tastiera
- Gli sviluppatori possono provare a navigare l’app interamente senza mouse, usando solo la tastiera (per esempio spostandosi tra gli elementi con il tasto Tab). Questo approccio aiuta a individuare problemi nell’ordine del focus, nell’accessibilità degli elementi interattivi e nell’usabilità complessiva per chi usa solo la tastiera.
- Simulare ipovisione o daltonismo
- Gli sviluppatori possono modificare le impostazioni dello schermo o usare plugin per browser (come Silktide) per simulare diversi disturbi della vista, e valutare così contrasto dei colori e leggibilità dei caratteri per gli utenti con disabilità visive.
- Usare uno screen reader
- Gli sviluppatori possono provare a navigare l’app usando solo uno screen reader, verificando che tutti i contenuti — testi, immagini, pulsanti e form — vengano annunciati correttamente e siano comprensibili. Vanno inoltre valutati la correttezza delle label di tutti gli elementi interattivi e l’eventuale assenza o inaccessibilità di informazioni fondamentali.
- È importante testare l’app con più screen reader, perché ognuno può elaborare il contenuto della pagina in modo diverso e trasmettere informazioni differenti. I più diffusi sono NVDA (per Windows) e VoiceOver (per macOS).
Il test manuale era un passaggio a cui, come sviluppatore, non ero abituato, soprattutto per quanto riguarda l’uso degli screen reader. Sapevo che ottimizzare le pagine per gli screen reader avrebbe fatto una differenza significativa in termini di usabilità, ma sono rimasto davvero sorpreso da quanto l’impatto possa essere grande.
Un dettaglio semplice — far sì che lo screen reader annunci il numero di voci di un menu a tendina all’apertura — fa moltissimo per allineare l’esperienza degli utenti con disabilità visive a quella degli utenti vedenti, che è in fondo l’obiettivo dello sviluppo accessibile.
Nella prossima sezione faremo un passo avanti, esplorando i benefici dei test diretti con utenti con disabilità e della collaborazione con tester di accessibilità professionisti. Le loro osservazioni basate sull’esperienza reale costituiscono un feedback preziosissimo, capace di migliorare l’usabilità dell’app e garantire un’esperienza davvero inclusiva.

Test di accessibilità con tester professionisti: osservazioni dal mondo reale
L’ultimo livello del nostro approccio ai test di accessibilità prevede il coinvolgimento di tester di accessibilità professionisti. Questi esperti portano una grande esperienza nell’individuare un ampio spettro di problemi e possono valutare a fondo interi percorsi utente. Spesso sono essi stessi utenti con disabilità, oppure sono formati per capire come le disabilità influenzino l’interazione con una pagina: le loro osservazioni sono quindi preziosissime per affinare l’usabilità di un’app.
Per ottenere il massimo valore dai tester professionisti è importante fornire loro informazioni dettagliate sugli obiettivi dell’app e sui principali flussi utente, così che possano concentrarsi sulle interazioni critiche più rilevanti. La collaborazione con questi tester dovrebbe inoltre essere un processo continuo , con test regolari man mano che vengono introdotte nuove funzionalità o apportate modifiche. Questo approccio iterativo garantisce che l’accessibilità resti una priorità lungo tutto il ciclo di vita dello sviluppo, evitando che i problemi passino inosservati mentre l’app evolve.
Un esempio lampante di come il lavoro con un tester professionista abbia migliorato la nostra app finale riguarda l’implementazione di un componente Google Map. Questo componente doveva mostrare le sedi dei negozi fisici in cui i clienti potevano trovare i prodotti presenti sulla piattaforma e-commerce. Inizialmente avevamo nascosto l’elemento mappa agli screen reader e alla navigazione da tastiera usando un attributo ARIA. Pensavamo che questo approccio avrebbe favorito gli utenti con disabilità, permettendo loro di saltare completamente la mappa — evitando il rischio di restare bloccati a scorrere i numerosi pin dei negozi — e di arrivare direttamente all’elenco con i dettagli dei punti vendita. Il tester professionista ci ha però offerto una prospettiva diversa.

Esempio di un’implementazione simile del componente Google Map
Il tester ci ha aiutato a capire che questo approccio avrebbe alterato in modo significativo la struttura percepita della pagina per gli utenti con disabilità visive, con il rischio di creare difficoltà di comunicazione tra loro e gli utenti vedenti. La soluzione proposta è stata inserire un pulsante “Salta” nascosto come primo elemento del componente mappa, accessibile solo tramite navigazione da tastiera. In questo modo gli utenti con disabilità visive possono bypassare la mappa e andare direttamente all’elenco dei negozi se lo desiderano, restando comunque consapevoli della presenza della mappa nella pagina.
Il tester ci ha dato anche altri consigli preziosi:
- Per i campi di input, assicurarsi che la label venga letta prima del valore. Alcuni screen reader seguono l’ordine degli elementi HTML, quindi l’elemento
label dovrebbe comparire nel DOM prima dell’elemento input.
- Se un campo di input include un testo di supporto oltre alla label, lo screen reader dovrebbe annunciarlo subito dopo la label, così che l’utente abbia tutte le informazioni necessarie per interagire correttamente con il campo.
- Se un campo offre suggerimenti quando riceve il focus, lo screen reader dovrebbe annunciarlo, permettendo all’utente di esplorarli e utilizzarli.
Queste indicazioni sono state preziosissime per migliorare l’accessibilità complessiva dell’app, e le applicheremo certamente nei progetti futuri. Inoltre, in prospettiva vogliamo esplorare una collaborazione più stretta con i tester professionisti.
Se vuoi lavorare con tester di accessibilità professionisti ma non sai da dove partire, puoi rivolgerti ad agenzie di accessibilità digitale, che spesso dispongono di una rete di esperti certificati. Puoi anche esplorare piattaforme di freelance con tester esperti, o collaborare con associazioni di persone con disabilità, che possono metterti in contatto con chi usa quotidianamente tecnologie assistive e offrirti un feedback preziosissimo basato sull’esperienza reale.
Conclusione
Per concludere, abbiamo esplorato l’importanza cruciale di un processo di test di accessibilità completo per le applicazioni e-commerce.
Strumenti automatici, test manuali e test professionali hanno ciascuno punti di forza e limiti, e ognuno aggiunge un pezzo fondamentale al puzzle complessivo dell’accessibilità. Combinandoli, gli sviluppatori possono creare esperienze e-commerce davvero accessibili, adatte a tutti gli utenti indipendentemente dalle loro abilità.
Anche se costruire un processo così completo può sembrare impegnativo, noi vediamo l’accessibilità come un percorso continuo. C’è sempre margine di miglioramento, ma fare passi concreti verso l’accessibilità è molto meglio che non fare nulla.
Se il nostro approccio ai test di accessibilità ti ha convinto e cerchi una guida, scrivici pure. Saremo felici di darti il supporto necessario per rendere il passaggio a un’app accessibile più fluido ed efficace.